Festa di S. Filippo D’Agira – compatrono

dal 12 Maggio 2024 al 12 Maggio 2024

La devozione di Rodi Milici a San Filippo, nativo di Agira, dove predicò ed ebbe sepoltura, è legata ad un episodio tramandato dalla tradizione secondi cui il santo apparve a un bovaro chiedendo di edificare una chiesa in suo onore sul colle.

Cos'è

In passato a Rodì esisteva una confraternita intitolata al Santo e probabilmente si componeva di soli abitanti del quartiere omonimo “S. Filippo”.
Si dice che i confrati avessero una divisa con cappa rossa e camice bianco, dirigenti, cassiere, tamburo e stendardo lungo.
S. Filippo ha il viso nero, perché secondo la tradizione popolare proveniva dall’Africa. E’ rivestito degli abiti sacerdotali, quelli tradizionali.
La statua del Santo è custodita nell’omonima Chiesetta, la cui costruzione risale al 1702, che si trova nella parte più alta del paese, il rione S. Filippo, dove, secondo la tradizione, fu proprio il Santo a volere la propria dimora.
A Rodì, la mattina del suo giorno, il 12 maggio, il Santo viene portato nella Chiesa dell’Immacolata, e poi di là viene portato per le vie del paese. La processione in passato aveva certamente forme più solenni e, comunque caratteristiche più marcate e paesane; ma qualcosa di quel passato rimane ancora: nelle dita del Santo, infatti, si mette un fascio di spighe di grano che proprio in Maggio comincia a maturare.
Oltre che con la processione per le vie del paese, la devozione a San Filippo si esprime con parole e gesti semplici e popolari. La statua del Santo veniva esposta “ntò chianu di San Fulippu” nei giorni di tempesta di vento di scirocco, perché si calmasse. Si dice, che una volta, mentre sotto la spinta dello scirocco, il fuoco stava per arrivare a Milici, il Santo, esposto nel piano della Sua Chiesa, abbia fatto intervenire “a libbìci”, vento contrario, salvando il paese.
San Filippo è invocato anche per liberare gli indemoniati, e perché fosse vigile a svegliare dal sonno chi lo avesse pregato prima di andare a letto.
Dopo la processione, prima del rientro in Chiesa, al suono della musica e tra spari di giochi d’artificio, si inneggia al Santo con il seguente canto:

“Filippo amabile, glorioso e Santo
Del nostro popolo sei gloria e vanto
Accogli i voti dei figli tuoi
Volgi lo sguardo pietoso a noi.
Rit. Salve o nostro protettore*
* “intercessore” secondo una nuova interpretazione
Salve o Santo prodigioso
Rendi degno il nostro cuore
Delle grazie del Signor
Tu che ogni affetto vano e terreno
Fuggisti sempre come il veleno
ecco t’offriamo il nostro cuore
prendilo e infiammalo di santo amore.
Rit. Salve etc……
Con la tua prece festi calmare
le minacciose onde del mare
donaci ancora forza e aita
nelle tempeste di questa vita.
Rit. Salve etc……
Se la tua lingua già per incanto
tosto si sciolse a nuovo canto
fa’che pur noi pieni d’amore
sciogliamo un canto al Redentore.
Rit. Salve etc…

Tu che cacciasti da Argirone
E Vallelunga il gran demone
Fa che egli stia lungi da noi
Tu ci proteggi siam figli tuoi.
Rit. Salve etc……
Anche la morte ti fu soggetta
Ridando ad un giovane vita perfetta
Ridona ancora novella vita
All’alma nostra ch’è già perita.
Rit. Salve etc……
Ma se Atanasio fece ricorso
A te colpito da fiero morso
E lo sanasti Santo Avvocato
Deh, tu ci liberi d’ogni peccato.
Rit. Salve etc……
Mentre il nemico nostro infernale
Ovunque sparge l’onda del mare,
Su questo gregge spargi pietoso
le grazie, santo miracolo.
Rit. Salve etc……
Or se con preci pie e potenti
Tu liberasti molti innocenti,
ognor da infamia da gente ria
libera, o Santo, ogni alma pia.
Rit. Salve etc……
Quando è poi giunta l’ultima sera
Di nostra vita, deh! Tu allora
Fa che già ricchi d’ogni virtù
Possiamo teco goder Gesù.
Rit. Salve etc……”

A chi è rivolto

Tutta la cittadinanza

Date e orari

12
Mag

10:00 - Inizio evento

12
Mag

23:00 - Fine evento

Per informazioni sul programma dettagliato degli appuntamenti religiosi e civili, consultare il programma nella sezione documenti.

Ultimo aggiornamento: 01/12/2023, 17:08